DIETOTERAPIA NEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

(anoressia, bulimia, obesità psicogena, binge eating)

Lo specialista interviene nella delicata gestione della riabilitazione nutrizionale, per guidare nelle scelte, mitigare le ansie, riequilibrare l’alimentazione. Il questo modo è possibile migliorare la composizione corporea e contenere le ripercussioni sullo stato di salute. Il nutrizionista ha anche un ruolo chiave nella prevenzione primaria di questi disturbi, individuando e correggendo prontamente sul nascere gli atteggiamenti alimentari disturbati e le diete incongrue, che possono contribuire ad acuire fobie alimentari.

I piani nutrizionali per disturbi del comportamento alimentare, siano essi dedicati all’anoressia nervosa, alla bulimia nervosa o all’obesità psicogena, si discostano dai profili dietetici classici, offrono vere e proprie strategie, volte a mitigare costantemente le ansie e le fobie alimentari, a dare tranquillità.

L’alimentazione di chi soffre di anoressia nervosa è rigida, calcolata, programmata, con ideazione ossessiva riguardo al cibo e alle calorie introdotte e consumate, è spesso radicata la convinzione di alimenti tabù. Il nutrizionista conduce idealmente per mano chi soffre di questo disturbo a scardinare le sue paure, con argomentazioni logiche e razionali di sana e corretta alimentazione.

A chi soffre di bulimia nervosa giovano delle regole alimentari di riferimento, che rimettano ordine nell’alimentazione e diano sicurezza, per evitare vuoti che facciano sentire la persona pericolosamente affamata e che scatenino le abbuffate.

Nell’alimentazione compulsiva e nell’obesità psicogena, è determinante l’individuazione ed il contenimento di alimenti scatenanti e di situazioni scatenanti le abbuffate. Utili i piani nutrizionali larghi e soddisfacenti e la programmazione periodica dei pasti liberi gratificanti.

Il nutrizionista che si occupa di disturbi del comportamento alimentare stabilisce con il suo paziente un rapporto di fiducia, empatico di comprensione, non giudica, né stigmatizza. In questi disturbi, infatti, non è utile una dieta perfetta, quanto piuttosto una alimentazione accettabile ed accettata.


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